Derivati Interest Rate Swap (IRS)- il ritorno
Ti sembra un titolo di un film?
Continua a leggere e valuta tu.
Questo post, contrariamente ad altri, non è molto tecnico come può sembrare. E’ solo un monito per metterti in guardia dalle scelte imprenditoriali che dovrai compiere nei prossimi mesi.
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Lascia che ti spieghi.
In questo periodo inizio a sentire odore di bruciato.
Qualcosa mi dice che i tassi di interesse interbancari – leggasi Euribor – siano arrivati ai loro massimi.
Non tanto per le curvature dei tassi attesi impliciti che si possono estrarre nei mercati ad oggi.
Guarda qua, per esempio:
Questa è la c.d. “zero swap curve” (cheee?) – la curva dei tassi attesi – che ho costruito uno dei giorni scorsi per conto di un cliente.
E’ un po’ approssimativa, lo ammetto.
Ma da questo grafico si nota una tendente, marcata ed insolita curvatura al ribasso dei tassi euribor nei prossimi 3-5 anni almeno. Un’inversione “negativa”.
Di solito queste “curvature” sono inclinate verso l’alto, come ci insegnano i luminari della finanza – come J. C. Hull nel suo “Opzioni, Futures ed altri derivati”, che ti consiglio vivamente.
Ma non starò qui a tediarti su tecnicismi finanziari per spiegarti cosa intendo per “di solito”. Qualcosa puoi già ricavarlo QUI.
Perché secondo te il cliente ha dovuto chiedermi di “studiare” i tassi futuri?
Ha definito l’acquisizione di un capannone industriale. La banca ha deciso di finanziare il 100% dell’operazione senza (udite, udite) ipoteca – si “accontenta” però della garanzia consortile MCC.
Mi ha chiesto però assistenza sulla definizione di alcune condizioni tecniche del finanziamento.
Niente di trascendentale. Il mio interessamento riguarda perlopiù alla tipologia di tasso d’interesse…
… “fisso o variabile?”
La scelta è obbligata.
Variabile.
Ma non per mia o sua decisione. Per decisione della banca.
Sostiene che il fisso oggigiorno non conviene – e questo ci può anche stare. Tanto da non proporlo neppure come opzione possibile.
“certo, non posso non dirti che il variabile è pur sempre rischioso per una operazione di importo del genere. Potrei allora suggerirti di ‘bloccare’ il tasso di interesse rendendolo ‘certo’ per almeno la metà dell’ammortamento”
Taaaaac
Cos’è questo se non un bel derivato? Un interest swap con i controc***i.
Ho letto le condizioni essenziali. Di fatto bloccherebbe l’Euribor ad un valore che da previsione sarebbe più basso dopo circa 6 mesi. Ricordi il grafico di cui sopra?
“secondo te Tommaso dovrei firmarlo?”
Ho ripensato a tutti i contenziosi che ho avuto l’onore e piacere di seguire in tema di derivati in questi anni.
Di tutti gli “IRS” che ho analizzato non ce n’è stato mai uno in perdita … per la banca.
Manco uno.
O meglio, ne ho incontrati alcuni in cui il cliente godeva effettivamente della copertura. Ma proprio per questo la banca glielo ha fatto estinguere proponendone un altro più “vantaggioso” (per sé stessa, a conti fatti).
Qui c’è puzza di bruciato.
Se tanto mi da tanto, il derivato “non s’ha da fare”.
Già ex ante è stato possibile stimare la struttura oggettivamente rischiosa per il cliente. Che ben potrebbe costruirsi la copertura per conto suo, se solo volesse.
Come ?
Se i tassi d’interesse tenderanno a salire, non lo faranno certo per molto. Questa informazione la si estrapola dai tassi attesi (“forward”) – anche se non sono verità assoluta. Come l’Euribor è schizzato al rialzo in poco tempo, chi ci dice che non accadrà lo stesso in senso opposto?
Dovremmo fare uno “stress test” – capire quanto pagherebbe in più di interessi se l’Euribor schizzasse l’1% in più di quello che è adesso, aggiustandolo ai tassi attuali di riferimento della BCE.
Se il cliente è disposto a sopportare il rischio di dover spendere qualche migliaio di interesse in più, è già mentalmente pronto.
Ciò che probabilmente non sopporterà è l’idea di dover spendere più soldi se l’Euribor dovesse calare sotto il valore certo dell’IRS.
L’idea di dover pagare un tasso di interesse del finanziamento “coperto” in misura nettamente superiore a quello di mercato, è davvero “terribile” per un imprenditore. Soprattutto se capisce che il rischio avverso era percepibile fin dall’inizio – con una specifica analisi tecnica.
Più tecnica della mia che ti ho illustrato (seppur rende l’idea).
E non parlo tanto dell’omessa indicazione del mark to market o degli scenari probabilistici (Cassazione docet).
Parlo della mascherata finalità di copertura.
Quando realizzo che il prezzo teorico del derivato è negativo per l’investitore, capisco che lo strumento è in realtà “speculativo” per il cliente.
Anche se la scheda prodotto riporta “copertura”. Anche se il nozionale del derivato è equamente parametrato al piano di ammortamento del finanziamento coperto, o alla liquidazione degli interessi di una linea di credito.
Il valore iniziale negativo comporta uno squilibrio dell’alea del contratto proprio nei tuoi confronti, se ti trovi nella stessa posizione che ti ho raccontato.
Quando te ne accorgi, forse è troppo tardi. Per uscire, il mark to market sarà talmente negativo che ti toccherebbe addirittura finanziarlo – se le casse sociali non sono pingue.
Altrimenti sei costretto a far causa – se i numeri ne fanno valere la pena per davvero.
Il punto è che un contratto speculativo ma spacciato per copertura può essere invocato come nullo. Se è nullo puoi ristorarti delle perdite “subite”.
“Pensavi di coprirti eh??!” E invece hai inconsapevolmente speculato.
Tornando al cliente riportato all’inizio del post, potrei dire che l’esperienza in questi anni insegna.
Potrebbe sembrare figo abbinare ad un finanziamento un bel “tasso certo” o un bel “collar” – un corridoio per stare tra un minimo ed un massimo certi.
Ma almeno una cosa l’ho capita, e lo dico contro il mio interesse. Non posso nascondere che un derivato fatto “male” oggi, potrebbe essere fonte di lavoro un domani (magari una bella contesa…)
Partendo dai contenziosi su derivati che ho gestito e che seguo tutt’ora, per l’imprenditore sarebbe stato meglio stare al rischio di “mercato” e seguire il flusso piuttosto che ancorarsi a clausole capestro.
… che all’inzio facevano “guadagnare”
… ma poi hanno generato voragini.
E per risalire da quelle voragini hanno impiegato anni – nei meandri di processi civili.
Che sia il nuovo inizio di derivati affonda-aziende?
Mi auguro di no. Occhio a cosa firmi!
p.s.
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